Intervento di Roberta Piazza

Roberta Piazza

Stasera si parla finalmente di Una giornata di Rotello Spanevello.
È da tempo che prepariamo questo evento che per me è particolarmente importante e sentito perché questo libro è stato come un enorme meteorite che violentemente è precipitato nell’Agno e ha fatto uscire apposta tutta l’acqua del fiume per bagnare le facce di chi dormiva dentro me, mostrandomi il mondo da un punto di vista diverso, forse più vero.

Quando ho iniziato a leggere il primo tomo ricordo che ero contentissima. Non immaginavo che poco lontano da me qualcuno avesse scritto tutte quelle 500 pagine prevedendo anche altri 3 tomi. Un totale di 2000 pagine…
insomma, un lavoro colossale, indubbiamente non una cosa da tutti.

L’aspetto che mi ha incuriosita subito è stato scoprire leggendo che la giornata è organizzata veramente come un orologio, un orologio disteso sulla carta dove ogni argomento appare diviso in diverse parti come tagliato con le forbici in tanti pezzettini, collocati minuziosamente su una linea spazio/temporale e con indicati l’ora e il luogo esatto in cui duecento personaggi si muovono, incredibilmente senza nessun errore di sovrapposizione.
Ma mentre nella realtà delle pagine tutti questi argomenti rimangono divisi, nella mente, dopo aver appreso le parole e capito o registrato il senso non subiscono più i vincoli di spazio e tempo e concependoli tutti insieme come se non esistesse un prima e un dopo formano un unico grande mosaico. Questo per me è Rotello Spanevello, ossia l’insieme di tutto e di tutti all’unisono.

Ho trovato particolare anche la scelta di trattare gli argomenti in forma dialogica. Gruppi di persone dimostrano che con rispetto e tolleranza si possono creare dibattiti costruttivi che permettono la nascita di nuove idee. In questi dialoghi c’è movimento perché non troviamo solo il punto di vista dello scrittore ma più visioni perché duecento sono i personaggi, i protagonisti delle vicende di Rotello e ognuno di loro nel suo preciso momento e luogo dirà la sua… dal corrotto all’onesto, dal personaggio di spicco al ladruncolo, dall’anarchico al politico, dal prete alla pecorella del villaggio….qui dentro ci sono tutti i tipi del genere umano tutti divisi in gruppi, chi di qua chi di là, chi bloccato dal diluvio universale dentro la locanda da Titon, chi chiuso in cella per aver fatto scappare gli uccelli in vendita al mercato.. Questa capacità pluralista di intendere la vita non propone verità assolute perché è contro ad ogni conclusione definitiva ma è consapevole che tutto, le cose, le opinioni, gli stati d’animo devono cambiare divenire altrimenti non ci sarebbe evoluzione. E in questo senso Rotello vuole essere un romanzo interattivo perchè non dando una soluzione ad ogni tema permette anche al lettore di elaborare una sua opinione personale.

I contenuti raccontano l’insieme degli aspetti più importanti dell’essere umano facendo un riassunto generale dei cambiamenti che lo hanno portato ad essere ciò che è oggi… c’è in Rotello tutta la storia dell’uomo da quando in fasce era poco più di una scimmia e poi grazie agli sviluppi avvenuti attraverso l’evoluzione, e poi l’arte, la politica, la religione, la scienza è cresciuto divenendo quello che siamo noi ora… Ora che dal cacciare per sopravvivere siamo arrivati a creare addirittura un robot sofisticato in grado di simulare perfettamente il volo del colibrì …
un progresso incredibile! C’è da chiedersi però se non stiamo esagerando visto che a causa della troppa tecnologia il colibrì quello vero si sta estinguendo…mah! Dovremmo darci una regolata e magari bilanciare tutta questa tecnologia con qualche chilo di morale in più come suggerisce il saggio ‘pegoraro’ Vilnius Calandrino più o meno alle 18,33 ….

L’affetto per il nostro borgo traspare non solo da quest’opera ma da tutte le creazioni di Franceschi. Rotello, l’Erma Pantheon, la mappa antropomorfica dell’Italia, i Quaderni Valdagnesi sembrano essere il modo in cui l’autore ha colorato e valorizzato ciò di cui è composta la nostra comunità e che altrimenti l’abitudine avrebbe fatto diventare invisibile… Mi chiedo come mai invece qui si senta poco l’amore per i nostri luoghi… Perchè la nostra gente non si vanta di queste sue espressioni? Forse è troppo modesta, timida o è dimentica di sé e della propria storia..

Raramente succede che il fiume ci porta delle perle preziose ma se non si guarda mai dentro l’acqua difficilmente si potrà sperare di trovare un giorno qualcosa. E allora le perle vengono portate via dalla corrente senza che nessuno se ne accorga. Tale cosa vale anche per quest’opera…
Si può lasciare che scivoli via e tutto rimarrà così com’è, oppure per una volta possiamo fare una pazzia dare fiducia al nostro intuito, tuffarci nell’acqua per provare a scoprire che cos’è che brilla in fondo e imparare che l’impossibile non esiste neanche per una città di nome V**.

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